Gengivite o parodontite?

Gengivite o parodontite?

Nonostante la sintomatologia di queste due patologie sia molto simile, ci troviamo di fronte a due tipi di infiammazioni sostanzialmente diverse. La gengivite coinvolge solo il tessuto gengivale. La parodontite intacca invece il parodonto, ovvero la parte inferiore fondamentale per mantenere il dente saldo all’osso alveolare.

Gengivite: sintomi e cura

I principali sintomi di una gengivite possono essere determinati da gonfiore e arrossamento dei tessuti gengivali, con sanguinamenti frequenti. Placca e tartaro si deposita sulla superficie del dente a contatto con la gengiva e il nostro organismo cerca quindi di combattere l’infezione. Dopo circa sette giorni si manifesta un iniziale gonfiore gengivale senza dolore, per questo spesso il paziente ne sottovaluta l’entità senza rivolgersi al proprio odontoiatra.

Gestita in tempo utile, la rimozione della placca e del tartaro può rimuovere l’infiammazione e contenerne i danni, come gonfiore e sanguinamento, riducendone i tempi di guarigione. L’uso quotidiano del filo interdentale incide in maniera determinante sulla prevenzione di infiammazioni simili, riducendo al massimo il deposito di corpi batterici.

Parodontite: sintomi e cura

Gonfiore e sanguinamento gengivale possono essere sintomatici anche di una parodontite, o periodontite. In questo caso l’infiammazione colpisce i tessuti parodontali determinando ascessi e mobilità dentale.

Il deposito del tartaro è successivo all’infiammazione: la reazione di difesa dell’organismo spinge i tessuti lesi a essudare l’infiammazione, da cui questi batteri traggono nutrimento, innescando un meccanismo a catena che ne rende più difficile la guarigione. A determinare una parodontite concorrono più fattori, primo fra tutti una scarsa igiene orale e il tabagismo. Ma non vanno sottovalutate le malocclusioni, l’affollamento o la dislocazione dentaria né l’assunzione di determinati farmaci che potrebbero alterare l’equilibrio batterico all’interno del cavo orale o abbassare il livello delle difese immunitarie.

Spesse volte, proprio a causa di una lesione dei tessuti parodontali, risulta necessaria un’igiene dentale e una pulizia anche dei tessuti più profondi. Solo nei casi più gravi si ricorre a una rigenerazione dell’osso riassorbito, evitando quindi la perdita del dente.

Come riconoscerle?

È importante consultare il proprio odontoiatra appena si nota un gonfiore gengivale o arrossamenti accompagnati da perdita di sangue, oltre ovviamente effettuare una costante prevenzione lavando i denti tre volte al giorno e usando il filo interdentale per impedire depositi di placca.

Come va gestita la malattia parodontale?

Dobbiamo distinguere la gestione clinica e quella domiciliare.

Gestione clinica

Nella gestione clinica, effettuiamo una diagnosi preliminare attraverso un esame completo della bocca e la raccolta delle informazioni anamnestiche. Con strumenti di nuovissima generazione (e non invasivi) effettuiamo l’esame radiologico anche con tecnologia 3D e sondaggio gengivale con mappatura. A seguire, il nostro metodo prevede un approccio in cui l’invasività del trattamento è direttamente correlata con la condizione clinica. Nello specifico, alle sedute di curettage gengivale, ovvero la pulizia delle tasche gengivali in stato infiammatorio, associamo applicazioni decontaminanti e biostimolanti la rigenerazione di tessuti sani col laser. Contemporaneamente effettuiamo applicazioni topiche di iodopovidone, un prodotto altamente disinfettante.

Gestione domiciliare

Rimosse tutte le interferenze occlusali, iniziamo il percorso di istruzione ad una migliore gestione dell’igiene domiciliare e della masticazione stessa. Segue un periodo di attesa clinica di circa 3-4 mesi, il paziente continuerà la terapia con l’utilizzo dei vari presidi medicali specifici per l’igiene locale. Attraverso controlli periodici valuteremo clinicamente e radiograficamente il miglioramento della patologia, anche subclinica. Se necessario, a questo punto si può procedere col ripristino di un rapporto dentoparodontale corretto ed eventualmente si prosegue con le tecniche chirurgiche per la ricostruzione dei tessuti.

 

Dott. Luigi Formisano

Chirurgo specialista in odontoiatria e protesi dentaria